Fuorisalone 2019 Aldo Cibic: la mostra Aesthetics of Vitality da Savona 18 Suites
Fuorisalone 2019 Aldo Cibic – Per il Fuorisalone 2019, Aldo Cibic racconta se stesso e il proprio lavoro con una singolare mostra all’interno di una delle sue realizzazioni più apprezzate in tempi recenti: il boutique hotel Savona 18 Suites, progettato insieme a Cibicworkshop.
Negli spazi, già arredati in modo permanente con suoi mobili e oggetti, Cibic per l’occasione inserisce disegni, fotografie e installazioni, coinvolgendo il visitatore in un percorso poetico, teso alla ricerca della rappresentazione di un’estetica della vitalità.
L’architettura e gli interni del Savona 18 costituiscono una sorta di griglia di preesistenze, arricchita per la mostra da nuovi pezzi e da un racconto per immagini tra forme, colori e funzioni. La mostra è localizzata in quattro ambienti: la reception, la lobby, il Petit Café e il Garden 18 che si succedono l’uno nell’altro in un racconto fluido, ricco di rimandi e dialoghi tra epoche e generi diversi.
Nella reception si esercita il rapporto tra azione e attesa nella presenza di due elementi lineari che scandiscono l’esperienza di accesso: Tibetan, un grande desk di sei metri serigrafato e colorato, caldo di un rosso vermiglio, in legno con specchiature in OSB. Di fronte troviamo una panca gialla in mosaico a tre gambe Bisazza e sul bancone Trio, lampada in ottone disegnata per Ghidini 1961.
All’ingresso si è accolti da Andy, Sandy e Louis, tre pezzi dell’ultimo anno di Memphis; elementi tra loro complementari, ma che al contempo vivono di individualità, affiancati da alcuni disegni che ne illustrano la genesi.
“Ricordo un lungo week-end in cui avevo in mente di realizzare questi pezzi e man mano che li mettevo su carta segnavo data e ora – commenta Aldo Cibic – qui in mostra riporto alcuni dei disegni che raccontano il processo dal primo seme dell’idea al disegno definitivo.”
Il grande living del Savona 18 è concepito come un salotto, sulla cui armonia esercita il proprio dominio una grande lampada specchio: Lucky Eye (disegnata da Aldo Cibic con Tommaso Corà – Cibicworkshop), specchio tondo bombato circondato da raggi luminosi in OLED. Sotto lo specchio c’è Otto, un tavolo da pranzo con ripiano rettangolare ad angoli arrotondati, e gambe oblique dalla sezione quadrata, con rivestimento in ottone satinato.
Un’eleganza forte ed iconica, per un tavolo solido, essenziale e prezioso prodotto da Aldo Cibic. A lato si trova un altro pezzo inedito: Ellissima, libreria composta da elementi ad L in legno laccato giallo lucido, appoggiati ad una base in legno di ziricote. Anche per questo pezzo gli schizzi ne documentano la lunga genesi, dagli studi di metà anni ‘80 fino alle declinazioni più recenti.
Nella sala è presentata per la prima volta anche la panca ‘pouffa’ rivestita di tessuto a rombi e con sei gambe in plexiglas pieno di colore arancione. Di fronte i due divani, il tappeto rosso Happy Carpets, il tavolo verde acido della collezione Standard con le sedie Petunia e le poltroncine Oblò, disegnate per Fratelli Boffi.
Su una parete, una gigantografia della caraffa Piggy disegnata per Paola C., “che è forse l’oggetto che amo di più”. Sulle mensole, altri oggetti disegnati per Paola C., come la collezione Table Joy, con i relativi schizzi di progetto.
Nell’area bar il pezzo forte è Dune, il paesaggio realizzato da Blumohito che sovrasta il bancone del bar. Alle pareti c’è un racconto di immagini e fotografie di progetti come Pocket Landscape. Nella sala si trova un lampadario realizzato appositamente per il Savona 18 da Venini e, sempre di Venini, le lampade della collezione Lou. Al centro dell’ambiente, un tavolo tondo di Slow Wood e su una mensola della finestra le ville palladiane realizzate per il Gioco della Villa.
Nel Garden 18, la corte interna di 310 mq trasformata con divani e poltrone RODA in un grande salotto open air, verranno ospitati i quadri paesaggi Nicescapes di Blumohito, realizzati appositamente per la mostra.
“Mi ci è voluto un po’ di tempo per capire perché ho pensato a questo titolo. Non è c’è una spiegazione precisa. Credo di aver sempre cercato di fare qualcosa oltre lo stile, qualcosa che fosse piacevole da guardare e che trasmettesse un senso poetico e di gioia. Spero sempre che l’oggetto possa avere un’anima che lo mantenga in vita per sempre…” ha concluso Aldo Cibic.
credit image by Press Office – photo by Matteo Piazza