Ingo Maurer Salone del Mobile 2025: il design che illumina l’immaginazione
In occasione del Salone del Mobile 2025, Ingo Maurer torna a stupire con cinque nuovi progetti che mettono in scena il suo inconfondibile approccio alla luce: una combinazione di rigore tecnico, sensibilità visiva e ironia. Ogni proposta racconta un modo diverso di interpretare il concetto di illuminazione, tra materiali tradizionali, tecnologia dichiarata e narrazioni visive inattese.
Tra le proposte più originali presentate a Euroluce 2025, l’allestimento di Ingo Maurer si distingue per la sua capacità di accogliere il visitatore in un percorso immersivo fatto di colore, luce e racconto. Al centro della scena, un omaggio all’iconografia del marchio: sotto la sospensione Dome XXL, una Fiat 500 del 1967 diventa elemento narrativo, ricordando uno scatto storico di Tom Vack in cui lo stesso Ingo Maurer era ritratto sotto una luce simile. Il colore della lampada sembra riflettersi sull’auto, generando un’atmosfera sospesa e surreale che esplora il potere evocativo della luce.
Progetti tra ricerca tecnica e libertà espressiva
Le cinque nuove lampade in mostra si muovono tra sperimentazione tecnica e suggestioni visive. Bruce Springsteel, progettata con Jan Penka, è una sospensione che gioca con fili metallici elastici e sottili, capaci di condurre elettricità e sostenere il corpo illuminante come se fluttuasse. La struttura, leggera ma resistente, ruota liberamente nello spazio, mantenendo una presenza forte e discreta allo stesso tempo.
Jasna Kuchnia è invece una rilettura poetica di un oggetto comune come un portapiatti: cinque piatti in porcellana bianca, retroilluminati da Led, creano effetti luminosi sorprendenti. Ogni elemento può essere posizionato verticalmente o con una leggera asimmetria, e insieme danno vita a un sistema flessibile e modulare. Il dettaglio del fiammifero disegnato su uno dei piatti, che si illumina alla accensione, esprime pienamente il tono ironico e giocoso del progetto.
Nuove ispirazioni tra materia e trasparenze
Nalum, firmata da Sebastian Hepting, porta sulla scena una sospensione in vetro che richiama il movimento dell’acqua. Due tubi sovrapposti, uno interno soffiato a mano con superfici irregolari e uno esterno lineare, contengono una sorgente luminosa doppia: luce diretta e indiretta, regolabili in autonomia. La presenza scenografica è arricchita da piccole figure di surfisti, da posizionare liberamente per evocare una narrazione fatta di onde, equilibrio e movimento.
La lampada SHHH! rielabora ancora una volta il tema della lampadina, elemento ricorrente nell’universo Ingo Maurer. In questo caso, è inserita tra due cuffie antirumore, creando un contrasto tra silenzio e luce. L’illuminazione vera e propria è nascosta, diffusa da faretti all’interno delle cuffie: una soluzione che sorprende e invita a riflettere su ciò che si vede e ciò che realmente illumina.
La luce come oggetto essenziale: Strange Little Thing
Chiude la serie di novità la sospensione Strange Little Thing, che sintetizza l’approccio progettuale di Maurer in una struttura tecnica minimale: una scheda elettronica compatta con Led, ottica, pulsante e porte USB-C, fissata su una lamina in alluminio. Muovibile lungo un cavo e supportata da una clip, la lampada lascia a vista ogni componente, trasformando i materiali tecnici in elementi visivi.
Particolare anche il rosone, una presa Schuko che integra il trasformatore. Le due porte USB-C consentono di collegare più moduli in cascata, rendendo la lampada un sistema espandibile, capace di crescere secondo le esigenze dell’ambiente. La luce prodotta è nitida, direzionabile e potente, in netto contrasto con le dimensioni contenute dell’oggetto.
Parallelamente alla presenza in fiera, Ingo Maurer partecipa anche al Fuorisalone, con un’installazione presso Base Milano. Qui, le lampade iconiche come Zettel’z, Campari e Measure Light dialogano con le nuove proposte, in un ambiente che unisce architettura industriale e poesia luminosa. Il bistrot viene reinterpretato come spazio espositivo, offrendo un’esperienza sensoriale che sottolinea la capacità del marchio di portare la luce oltre la funzione, in una dimensione narrativa.
credit image by Press Office – photo by Ingo Maurer