Martini Live Bar Gemitaiz: il rapper protagonista del format live di Martini
Martini Live Bar Gemitaiz – Si è svolto lo scorso giovedì 27 maggio il quinto appuntamento di #MartiniLiveBar, il format live in streaming per mantenere vivo il rito dell’aperitivo anche a casa, accompagnato da per un intrattenimento di qualità grazie alla performance esclusiva di un artista contemporaneo assoluto protagonista del panorama musicale italiano.
Questa volta, ad inaugurare il format nel 2021, ospite Gemitaiz, dopo l’anno scorso che in seguito al debutto a settembre con Coma Cose, ha visto avvicendarsi on stage Nitro, Boss Doms e Chadia Rodriguez. All’evento, trasmesso sui canali social del brand e dell’artista e disponibile per la visione per altre due settimane in streaming, seguirà quello dopo la pausa estiva a settembre con GAIA, artista reduce dal successo al Festival di Sanremo con “Cuore Amaro” e uscita da poco con il suo primo singolo internazionale “Boca (feat. Sean Paul)”.
Martini Live Bar Gemitaiz: il video della performance live
Gemitaiz, rapper romano classe ’88, oggi uno dei rapper più seguiti e rispettati della scena hip hop italiana, è noto per essere un artista estremamente prolifico, sia da solista che collaborando con numerosi altri artisti, della scena rap e non solo. Ha oggi all’attivo da solista tre album in studio (tutti certificati da FIMI) e svariati mixtape: il disco d’esordio del 2013 “L’Unico Compromesso” per Tanta Roba Label, “Nonostante Tutto” del 2016 e “Davide” del 2018.
Affiancando la collaborazione decennale con il rapper MadMan, con il mixtape “Haterproof” (2011), l’EP “Detto, Fatto.” (2012) e gli album “Kepler” (2014) e “Scatola Nera” (2020), quest’ultimo certificato platino e preceduto dal singolo “Veleno 7” che batte il record nazionale per il brano più ascoltato su Spotify in ventiquattro ore.
A luglio 2020 ha lanciato con Mace e Manuel Marini il progetto di beneficenza “Bianco/Gospel”, i cui proventi sono destinati all’ONG COOPI. A dicembre 2018 ha rilasciato in free-download “QVC8”, preceduto dalla release di “QVC8 Singles”, un’anteprima di cinque brani inediti resi disponibili in streaming, oggi certificata oro, a cui nel novembre 2020 ha fatto seguire “QVC9”, il nono capitolo della saga cult “Quello Che Vi Consiglio”.
Ed è proprio con brani del mixtape “QVC9” e dell’album “Davide”, appositamente ri-arrangiati per l’occasione, è andato in scena sulla Terrazza Martini di Milano per Martini Live Bar, accompagnato dalla band composta da Danilo Menna alla batteria, Gerva ai fiati, Mixer T alle tastiere, Andrea Colicchia al basso e contrabbasso, e Frenetik per la Drum Machine.
Una nuova occasione live che Gemitaiz ha accettato e vissuto con entusiasmo, da restìo quando qualche proposta non lo convince per potersi esprimere come desidera fare – nel bel mezzo dello stop che coinvolge tutto il panorama musicale causa pandemia, dopo un paio di occasioni troppo brevi per poter saziare la voglia di esibirsi – e per cui ha scelto di andare in scena con una vera e propria band con cui è sulla stessa lunghezza d’onda, composta da amici con cui ha già suonato in precedenza al posto del solo dj, ri-arrangiando lo show in un mese.
E con la quale ha portato in scena: “Cose vecchie e nuove, non solo dell’ultimo mixtape e dell’ultimo anno, ma anche tracce di cinque, sei anni fa. Ho cercato di dare un gusto lineare allo show con una band non classica da rap, che di solito vede la presenza di un batterista, un bassista e i synth. Questa volta invece, con chitarra, batteria, contrabbasso, fiati e tastiere abbiamo creato uno show molto particolare, ri-arrangiando in maniera diversa i pezzi”.
Uno show ben curato sotto tutti gli aspetti perchè, spiega: “Senza band non so se se me la sarei sentita di farlo solo con il dj, ho voluto creare un’esibizione particolare e speciale”, una scelta che conferma nuovamente il suo essere uno dei rapper più coerenti della scena, che nel corso della sua carriera ha cambiato flow basi e featuring, ma sempre filo conduttore dal primo mixtape a oggi.
Afferma in proposito: “Coerenza è fare esattamente quello che dovresti fare nel momento in cui andrebbe fatto. Come ad esempio non parlare di soldi, macchine e donne a 17 anni quando in realtà stai in una stanza a casa di tua mamma, ma nemmeno fare l’opposto come il poveraccio che soffre quando non è vero. Per me la via è rappresentare sempre te stesso nella maniera giusta e andando a pari passo con il presente che stai vivendo. Quindi per me essere coerente in questo momento è fare un mixtape tutto prodotto oppure in freedownload con le basi americane come facevo tanti anni fa, è fare un live con una band piuttosto che andare con un dj come avrei fatto a 21, 22 anni, ci sono cose che vanno capite e nel tempo uno deve rendersi conto di chi è veramente, prima o poi se ti costruisci un personaggio che non sei tu e questa cosa sarà sempre a discapito dell’artista, mai a favore”.
Una carriera lunga la sua, cominciata nel 2002, dove la voglia di emergere gli ha dato linfa vitale. Racconta: “La rabbia che avevo un tempo è passata, quella data da non avere voce e dalla voglia di trovare spazio per farmi sentire. Ai tempi era difficilissimo arrivare ad un pubblico con il genere che faccio io. Adesso la rabbia non è passata, è diversa: è un altro tipo di carburante che mi dà modo di esprimermi. La rabbia, intesa come forza, credo non debba passare mai, ci deve essere sempre la paura che tutto questo finisca da un momento all’altro, devi sempre riuscire ad essere un passo avanti”.
Un percorso che lo vede attivissimo, sia da solista che con collaborazioni numerose e di rilievo, come ad esempio con Franco 126: “La collabo con Franco è spontanea per uno come me. Ci conosciamo da tanto tempo, siamo cresciuti sulle stesse strade, abbiamo gli stessi interessi. Siamo persone simili, non uguali, né musicalmente né nella via, ma siamo persone affini. E’ un amico e la collaborazione con lui è spontaneo, ci saranno sicuramente altre occasioni credo”, e con Gemello e con Coez, con i quali ha da poco pubblicato il singolo “Un pezzo di universo”.
Dice: “Andrea e Silvano sono fratelli, ci conosciamo da tanto. Non abbiamo mai fatto una canzone tutti e tre insieme, anche se dal 2000 collaboro con Silvano. Con Andrea mi sento praticamente tutti i giorni. Dipinge, è un artista: abbiamo una visione comune molto artistica della vita. Ci sentiamo spesso per avere il parere l’uno dell’altro. Gemello e Coez non si sono mai snaturati, non hanno mai strizzato l’occhio a nessuno. Quella volta con il pezzo con Neffa ognuno aveva la sua strofa nata in maniera spontanea. Quando lavori con persone che conosci così bene, poi risulta facile riuscire scrivere una canzone anche secondo me piuttosto profonda e personale come questa. L’amicizia tra artisti sempre deve esserci, se collabori con qualcuno che non ti piace, sei uno con la doppia faccia”.
Ma non solo colleghi italiani, a Gemitaiz piacerebbe collaborare sia con artisti internazionali, come Lana del Ray, Yung Tago, Yelawolf, Eminem, tanto per citarne alcuni, ma anche con voci celebri del passato, non necessariamente rap. “Nino D’Angelo, Tiziano Ferro, Neffa. Abbiamo collaborato anche con Giorgia, ho quel versante di musica leggera italiana che mi piace molto. Ci sono un sacco di voci stupende nel nostro panorama musicale, anche le voci più storiche magari. Quando ho visto Gigliola Cinquetti a Sanremo stavo piangendo, incredibile. Anche Gianni Morandi, so che suo figlio è un mio fan accanito”.
E anche colonne sonore di film di cui è un grande appassionato. “Sono un’amante del dramma, e le colonne sonore mi hanno sempre affascinato. Faccio sempre caso ai film quando ci sono delle colonne sonore particolari, guardo tantissimi film e ascolto le colonne sonore di tutti quelli che mi piacciono, sono un grande accanito. Esco poco e leggo meno rispetto al passato, ma guardo molti film e sento moltissima musica”.
Una carriera ormai consolidata che gli permette anche di dare consigli alle nuove leve che vogliano scrivere testi e fare musica rap, in un mercato musicale sempre ricco di nuove proposte.
“Il livello musicale è ormai saturo. Ora siamo a livelli mai visti prima nel passato: adesso è più facile fare ascoltare la tua musica a tutti. Quando ho cominciato io a 14 anni non c’era YouTube, dopo un po’ è arrivato MySpace – una delle prime piattaforme social – ma non c’era questa cosa che adesso uno va in America in vacanza con i genitori, becca uno, gli fa sentire le sue cose, o va su Spotify e Youtube, e ha la musica sul cellulare. Prima facevi queste cose tipo completamente a vuoto, tipo cavallo bendato, era difficilissimo avere una base dalla quale poi fare sentire la tua musica a tutti. Un sacco di gente, quelli che io chiamo un po’ gli approfittatori non lo facevano, perchè per provare a fare l’artista non vogliono impegnarsi e fare la gavetta. Adesso è molto facile, è tutto più fruibile per tutti. Il mercato è saturo perchè tutti vi possono accedere, anche chi non ha alcun interesse nella musica ma vuole solo essere famoso e avere seguito e guadagnare soldi. Certo meglio saturo che monotono. Il mio consiglio è non copiare, certo bisogna prendere ispirazione perchè senza quella non viene voglia di fare musica. Un’ ispirazione da quello che piace ma da copiare nel proprio modo. Per essere un trasmettitore, per assimilare, e buttarla fuori a modo proprio. Consiglio di non dare retta a nessun manager che dica che devi fare meno di trenta canzoni all’anno perchè la gente si abitua: io faccio sempre il massimo e nessuno si è mai lamentato, e anzi il pubblico è sempre andato a crescere. Non trovo giusto limitare l’artista, è tutto falso per quel che mi riguarda. Se vuoi fare il rap non andare ai programmi televisivi, non sono canali per il rap. Il rap si fa in strada con la gente che ascolta il rap, non da quella che non lo conosce bene perchè nessuno saprà mai giudicare bene quello che hai fatto tu, lo giudicheranno sempre peggio di un ragazzino di sedici anni che ascolta quella musica da quattro o cinque anni. “Essere vero è l’unico compromesso” è una mia frase storico ed è il messaggio giusto per me. Devi rappresentare te stesso. Ovviamente devi avere qualcuno che ti consiglia e con cui lavori, ma devi sempre saper selezionare, e non farti manovrare da ipotetici managers”.
Idee chiare, le sue, sulla sua direzione musicale e le sue scelte, tra cui la partecipazione Red Bull 64 Bars con Carl Brave, il celebre e amatissimo format che vede un MC e un producer in studio per produrre un pezzo inedito composto da 64 barre di super rime e super flows, in cui ha nuovamente dato dimostrazione delle sue grandi capacità e con cui mette a tacere ogni hater o chi lo accusa di esternazioni sui social troppo politicizzate.
Afferma: “Io mi ritengo uno di quelli nel panorama rap italiano, nel nostro gergo diciamo “infottibile”. Non ce ne sono tanti in Italia, io mi ritengo uno di loro. Ho fatto più rime di tutti, in tutti i pezzi miei anche di dieci anni fa trovi almeno tre o quattro rime ogni barra. Sono cose sterili che scrive l’Internet, non scrivo i pezzi in generale perchè mi sento minacciato da queste cose. 64 Bars di Red Bull è notoriamente una cosa dove esprimi la tecnica: ho fatto una roba tecnica, oltre ad essere una roba con un senso ovviamente, qualcosa che pensavo fosse a tema con quel tipo di progetto. Per quanto riguarda le mie esternazioni, non è che mi esprimo sulla politica o voglio avere un’opinione, semplicemente quando trovo che ci sia qualcosa palesemente di errato, per come sono fatto io visto che ho un vasto pubblico perlopiù di giovani, do il mio imput. I miei mixtape si chiamano “Quello che vi consiglio”, per cui di base sta cosa un po’ ce l’ho, un po’ crocerossa, pure con le ragazze, perciò ce l’ho pure con i fan. Nel senso, se ci sono momenti di razzismo palese, è ovvio che devo far notare a tutti che non sono d’accordo e che è sbagliato. Io condanno quel tipo di comportamento perchè per me non sta nè in cielo nè in terra. Se posso far capire a dei ragazzi di tredici anni che il razzismo è la cosa più sbagliata del mondo, o che votare certi esponenti politici che promuovono un pensiero politico e umano secondo me sbagliato e che risultano persone poco credibile, lo faccio. Non posso essere d’accordo, visto che sono un personaggio pubblico dico quello che penso, è più strano che colleghi e artisti che si sono sempre dimostrati in un certo modo non esprimano il loro disappunto riguardo certe questioni”.
Tifoso della Roma, ma che non accetterebbe di scrivere l’inno se gli venisse proposto. “Non lo farei, a parte essere fedele a Venditti, perchè come si può fare una canzone meglio di quella, ma poi perchè io mi sentirei a disagio. Non perchè non mi piacerebbe, perchè è una cosa che non farei io Davide, non farei una cosa del genere, come non ho fatto dei featuring magari che mi sono stati richiesti, cosa che mi avrebbero giovato parecchio, però non li ho sentiti miei, al di là poi dell’artista o della musica che fa. Quindi poi sarebbe difficile per me riuscire a scrivere una cosa, farlo come lo faccio di solito, a mente diciamo libera”.
Come tutti gli artisti, dopo l’opportunità con Martini, Gemitaiz non vede l’ora di tornare su un palco con il pubblico, e visto che il rap è socialità, vita reale ed esperienza diretta, per continuare a fare la sua musica in un periodo in cui la socialità è molto ridotta e per rendere la vita che stiamo conducendo da oltre un anno ancora un soggetto interessante in quanto ad ispirazione, ha cercato di non fermarsi.
“Io per quanto ho potuto ho continuato a viaggiare, fare quello che in qualche modo facevo per avere ispirazione. Io scrivo quasi tutti i giorni della vita mia, se non ho niente da scrivere divento pazzo, devo avere sempre qualcosa da cui attingere. Io comunque ho viaggiato, sono stato fuori dall’Italia, ho fatto i miei giri, in Germania, Francia, Olanda. Ho guardato film, letto libri, sviluppando il modo di vivere un sacco di cose che mii hanno dato modo di scrivere comunque un sacco di canzoni”.
Il suo tour, come tutti, è in sospeso. “Stiamo tutti così, dobbiamo aspettare. E’ brutto stare fermi, la sofferenza c’è, io però non mi lamento mai, soprattutto perchè ho tanti amici che fanno lavori normali e non hanno la mia stessa fortuna da un punto di vista finanziario e psicologico. Lamentarmi sarebbe un po’ da presuntuosi, però sicuramente mi manca, il tour in sospeso e i palazzetti verranno recuperati appena ci sarà modo. Le date, quelle estive, sono poi saltate, ce ne saranno altre quando si potrà suonare, sicuramente si recupererà tutto”.
Una voglia di tornare sul palco, che descrive come una delle cose per lui più belle. Dice: “Tipo quando da ragazzino, in generale, un po’ come quando ti vedi con la persona che ti piace a non vi conoscete bene, sei a disagio all’inizio e pensi che sarà una cosa molto difficile. C’è paranoia, pensi “non dovevo ho fatto male”, ma poi ti trovi lì nel momento e tutte queste cose automaticamente non ci sono più. Switchi perchè sei contento, sei lì e ti vivi il momento. Io sono contentissimo di suonare sempre, il giorno che suoniamo io sono sempre in paranoia, temo di non avere voce o di non ricordare un pezzo. Fortunatamente oggi non posso più lamentarmi che non sia gente. Stare sul palco è la prova finale che si ripete tutte le volte, come scendere in campo per il calciatore, il giocatore e lo sportivo. Non sai mai se quella che stai per fare sarà l’ultima volta, o la più bella o la più brutta. Ci sono sempre un sacco di fattori che cambiano e tutto questo, la paura, la bellezza di quando invece va tutto bene, rendono quel momento speciale tutte le volte. Stare sul palco è una delle cose più belle che mi succedono nella vita. Mi auguro di tornare presto nella mischia. Non so quando, sono sempre pessimista, magari nel 2022, prima o poi sicuramente si ricomincerà. Abbiamo avuto le prime conferme dall’Australia, dalla Nuova Zelanda, Spagna, America, e altri posti nel mondo. Torneremo a fare e ad andare ai concerti: sono un grande fan di tanti artisti, ai concerti ci vado, mi manca questo aspetto, oltre all’aspetto mio personale di farli”.
Anche se non ha in progetto, per quest’anno, un nuovo album. “Visto che sono uscito con un progetto di diciotto tracce a novembre, che è un mixtape ma alla fine è un disco, e quest’anno sono già usciti una decina di featuring, – con Mace, Venerus, Nerone, Lazza, Gemello, Coez – entro la fine di quest’anno non ci sarà un mio disco nuovoi. Non mi faccio di questi problemi, ogni volta che qualcuno mi chiede una canzone sono sempre contento, ho sempre fatto il mio dovere perchè per fortuna è il mio lavoro e la mia passione, sono sempre pronto”.