Prada Resort 2019: la sfilata a New York, il minimalismo anni ’90
Un viaggio nei motivi più iconici della storia di Prada, un salto temporale negli anni ’90, un rincorrersi di fantasia e realtà, in cui le stampe, grandi protagoniste, rincorrono mini gonne con ruches, le scarpe dal tacco largo e i collant dalle fantasie e dai colori sgargianti. L’elegante mix di maglie sportive e polo con zip di chiffon di seta e i giganteschi cappelli da cacciatore, e ancora i broccati con taglio lurex, il ritorno del logo, geometrie, i fiori, la purezza nelle linee ed un uso della palette colori dal sapore vintage, segnano il ritorno al minimalismo più puro… ma non scontato. Miuccia Prada gioca a mescolare con saggezza la realtà estetica con un pizzico di estro stravagante.
Piano Factory è il luogo prescelto per la sfilata Prada Resort 2019. La scelta è ricaduta sull’edificio che ospita il quartier generale di Prada a New York, poiché permette di entrare in un universo newyorchese del marchio che nessuno conosce e offre spazi perfettamente idonei al pianterreno, ai piani superiori e infine sul tetto. La riconversione della ex fabbrica di pianoforti fu il primo progetto affidato da Prada a Herzog & de Meuron nel 2000: una sorta di ‘striptease’ dell’edificio esistente, cui furono rimossi tutti gli elementi architettonici conservando unicamente la nuda armatura sottostante in cemento.
La sfilata si svolge al settimo piano, dove la struttura scarna dell’edificio si offre alla vista con le sue espressive colonne in cemento: uno spazio di potente bellezza scultorea che per l’evento è mantenuto il più possibile aperto e vuoto. Un solo elemento è nuovo: grandi pannelli sospesi, adattati in base alle dimensioni delle finestre esistenti che definiscono lo spazio rispetto all’esterno.
I pannelli semi-trasparenti riflettono il paesaggio urbano che circonda l’edificio, trasferendo così in profondità immagini reali della città all’interno dello spazio sfilata. Oltre alle immagini reali della città, sui pannelli sono proiettate altre raffigurazioni di paesaggi urbani virtuali. Anche le modelle che percorrono la passerella appaiono sulla superficie dei pannelli. Il risultato è un mix intrigante di dimensione interna ed esterna, realtà analogiche e virtuali.
Tutto segue un copione in cui si susseguono sequenze contrastanti di visibilità e invisibilità, luce e oscurità, rumore e silenzio. Le modelle sembrano sfilare in un contesto reale, attraverso paesaggi urbani sia riflessi che proiettati. I pannelli sospesi al soffitto sono disposti liberamente, dividendo e organizzando lo spazio in base al percorso delle indossatrici.
Nel tardo pomeriggio, quando la luce del giorno indugia ancora all’esterno. I pannelli sono disposti in modo tale da lasciarla entrare oppure bloccarla, mentre l’illuminazione artificiale sottolinea ulteriormente il gioco di riflessi e trasparenze. I colori dominanti della luce nello spazio della sfilata sono argento scuro, rosso e nero. Pannelli rossi e dispositivi di illuminazione installati sulle finestre creano l’effetto di un “tramonto amplificato”, per sottolineare l’artificialità del contesto e fare da contrasto alla luce del giorno all’esterno.