Prada Resort 2020 sfilata: il fashion show a New York, guest Uma Thurman e Naomi Watts
Prada Resort 2020 sfilata – Si è svolta a New York la sfilata Prada Resort 2020 presso Piano Factory, quartier generale di Prada USA progettato da Herzog & de Meuron.
Tra gli ospiti presenti al fashion show: Lucy Boynton, Sofia Coppola, Lee Daniels, Paul Dano, Dane DeHaan, Elle Fanning, Kelela, Diane Kruger, Baz Luhrmann, Marsai Martin, Anderson Paak, Dee Rees, Storm Reid, Hye Kyo Song, Hailee Steinfeld, Uma Thurman e Naomi Watts.
A conclusione della sfilata, gli invitati, accolti da Miuccia Prada, hanno partecipato a una cena privata e a un after-party animato dai dj Nastia e Richie Hawtin.
Il contesto offre una reinterpretazione di classici, una nuova prospettiva sul linguaggio comune della moda. La collezione Prada Resort 2020 presenta un punto di vista alternativo sul familiare, una semplicità sediziosa. In contrasto con la crescente complessità del mondo, la collezione fa un passo indietro verso il sincero, il puro e il vero e propone un inaspettato mezzo di sovversione: l’eleganza come sedizione.
Un linguaggio di iperclassicismo viene ricalibrato, dando vita a una sintassi nuova. Gli abiti sono paradigmatici: soprabiti, blazer con bottoni in ottone, gonne leggere, maglioni a trecce, ensemble funzionali. Gli outfit sono realizzati con materiali naturali singolari: popeline di cotone, drill e gabardine, faille, pelle e scamosciato.
I motivi sono semplici gessati e quadri, micro decorazioni floreali e ricami a fiori genuinamente naif. La palette è sobria e spazia tra blu, azzurro pallido, vivaci tinte multicromatiche, colori tonali. Ci sono accenni ad archetipi dell’eleganza e dell’autentico glamour. Le sciarpe rimandano a boa di paillettes e tra i gioielli compaiono orecchini a pendente e sautoir di perle barocche.
La collezione è incentrata sull’intimità, sulla vicinanza, l’attenzione ai dettagli, l’idea di fatto a mano, e rimanda quindi all’individuo, il suo potere e la sua forza. I contesti mutevoli aprono alla reinterpretazione, a dicotomie suggestive – ricco vs. umile, gioventù vs. tradizione, paesaggio urbano vs. natura, uptown vs. downtown.
Il contesto di New York impregna i capi di una specifica memoria culturale, offrendo una prospettiva distintiva, paradossale rispetto alla loro universalità.
Rieditata per la collezione Resort 2020, la Prada Bowling Bag è un classico del XXI secolo. Presentata in origine nella collezione “Sincere Chic” primavera estate 2000, questo modello d’archivio è a sua volta un’eco di accessori della metà del XX secolo: un ricordo dei ricordi.
Con un profilo lineare che richiama l’estetica modernista e giustapposizioni in rilievo di materiali affini in colori contrastanti che rimandano al classico chassis delle auto, il suo stile evoca il vocabolario visivo della moda così come il più ampio linguaggio del design.
In occasione del ventesimo anniversario dal suo debutto, questo modello, all’epoca cult e ora archetipico, è ripresentato a New York all’interno della sfilata Resort. Con la sua emblematica silhouette, la rivisitazione della Bowling Bag è proposta in morbida pelle di vitello, in quattro combinazioni di colori iperclassici: nero e bianco, cannella e bianco, bianco e rosso, nero e bianco.
Per la presentazione della collezione Resort 2020 di Prada, AMO reinterpreta Piano Factory, la sede statunitense di Prada, come un ambiente intimo per incontri sociali. Il set della sfilata, pensato per il settimo piano dell’edificio progettato da Herzog & de Meuron, è concepito come un interno tattile, in contrasto con il carattere industriale dell’architettura.
Una serie di aree lounge riempie lo spazio, conferendo un senso di comfort e intimità, e un tappeto “infinito” dalle tonalità cammello ricopre sia il pavimento, sia le sedute incorporate. Tutti gli altri aspetti del set, dai tavolini alle colonne, sono caratterizzati da un rivestimento rosa lucido, e l’intero panorama è immerso in una luce di neon rosa che trasforma un interno funzionale in un immaginario esterno estivo.
Questa atmosfera si estende ad altre aree della proprietà: il cortile industriale e il parcheggio si trasformano in un inaspettato benvenuto di gioiosi elementi rosa. Dalle finestre del settimo piano, il paesaggio urbano di New York crea un intenso contrasto con il lussureggiante interno e il panorama si ammanta della sfumatura rosa che proviene da dentro.
Al sesto piano, dove si tiene l’after-party, colonne e banconi rosa si contrappongono alla finitura ruvida del pavimento in cemento della struttura. Tracce della funzione originaria degli ambienti si possono scorgere nelle pareti in vetro che dividono gli spazi lavorativi dalle sale riunioni. Un’estatica foschia rosa accende e ingentilisce l’aspetto industriale di Piano Factory.
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