The Irishman Netflix: l’epica saga sulla criminalità organizzata firmata Martin Scorsese

The Irishman NetflixRobert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci sono i protagonisti di The Irishman di Martin Scorsese, un’epica saga sulla criminalità organizzata nell’America del dopoguerra, raccontata attraverso gli occhi del veterano della Seconda Guerra Mondiale, Frank Sheeran – imbroglione e sicario – che ha lavorato al fianco di alcune delle figure più importanti del 20° secolo.

Il film racconta, nel corso dei decenni, uno dei più grandi misteri irrisolti della storia americana, la scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa, e ci accompagna in uno straordinario viaggio attraverso i segreti del crimine organizzato: i suoi meccanismi interni, le rivalità e le connessioni con la politica tradizionale

Questo film drammatico è tratto dal libro “L’irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa” di Charles Brandt, è diretto Scorsese per Netflix e sceneggiato da Steven Zaillian. Con The Irishman Martin Scorsese, Robert De Niro e Joe Pesci tornano a lavorare insieme per la prima volta dopo 24 anni, un evento fortemente atteso e che verrà segnato negli annali del mondo della celluloide.

Robert De Niro è Frank Sheeran che, attraverso il racconto in prima persona della sua vita da sicario, ci conduce negli angoli più oscuri della criminalità organizzata, con le sue procedure, gli scontri, un’arcana organizzazione sociale e legami con la politica.

Al Pacino è Jimmy Hoffa, il controverso presidente dell’International Brotherhood of Teamsters (Fratellanza internazionale degli autotrasportatori) che ha consolidato il proprio potere tra gli anni ‘40 e ‘50 diventando il celebre leader del sindacato più potente del paese. Negli anni ‘60 Hoffa, personaggio ambizioso assetato di potere e coinvolto in attività criminali, era stato condannato per corruzione, frode e per aver manipolato una giuria. Dopo cinque anni esce dal carcere deciso a tornare agli antichi splendori. La sua arroganza e imprevedibilità lo portano a inimicarsi gli esponenti della malavita a cui è legato.

Joe Pesci è Russell Bufalino, detto ‘il tranquillo Don’, un uomo che dietro alla sua azienda di tendaggi nascondeva enormi attività illegali. Bufalino introduce Frank Sheeran nel mondo della criminalità e caldeggia una sua amicizia con Hoffa, con conseguenze pesanti per tutti. Inoltre il film vede la partecipazione di Harvey Keitel, Ray Romano, Bobby Cannavale, Stephen Graham, Anna Paquin, Domenick Lombardozzi, Stephanie Kurtzuba, Kathrine Narducci, Jesse Plemons e Welker White.

The Irishman Netflix: speciale costumi di scena

Sandy Powell, da anni costumista di Scorsese, è stata affiancata in questo caso dal collega Christopher Peterson.

“Questo film è così monumentale”, commenta Powell. “Fin da subito ho capito che ci sarebbero volute due persone perché in alcuni momenti, mentre faccio un ritocco a un attore ce n’è un altro che ha bisogno di attenzione sul set. Chris è l’unica persona con cui avrei potuto condividere questo incarico. Il fatto di aver collaborato in The Departed – Il bene e il male e The Wolf of Wall Street ci ha permesso di partire alla grande.” Questa collaborazione ha permesso ai due di affrontare un progetto enorme.

“Principalmente copriamo tre decenni, dagli anni ‘50 agli anni ’70, ma c’è anche un po’ di anni ‘80 e ‘90 e all’interno di ognuno di questi periodi ci sono grandi differenze in fatto di abbigliamento”, commenta Powell. “A volte non è semplice passare da un periodo storico all’altro a metà settimana, a metà giornata o addirittura a metà di un’ora!”.

“Bob, Al, Joe e Harvey hanno un’incredibile quantità di cambi di abito lungo i vari decenni. Inoltre ci sono quasi duecento altri personaggi e nel corso delle riprese abbiamo vestito quasi 6.000 comparse. È stato un impegno importante”, commenta Chris. “Bob ha oltre cento cambi d’abito”, aggiunge Powell.

I grandi allestimenti, ognuno con una gamma di colori e un’ambientazione diversa, richiedevano una moltitudine di comparse e un lavoro certosino e dettagliato, a maggior ragione perché The Irishman è prima di tutto un film di Martin Scorsese.

“Marty apprezza un bel copricapo. Nel film ognuno dei personaggi maschili ha un cappello in uno stile particolare e lo indossa in un modo specificatamente legato al personaggio”, commenta Peterson. “All’inizio ci ha detto che si tratta di persone normali. Non sono appariscenti, non vogliono mettersi in mostra né farsi notare”, continua Powell. “Non si tratta di alta moda. Non si tratta di Quei bravi ragazzi né di Casinò. Qui ci vuole un look a sé stante.”

I designer hanno lavorato con cura per esprimere le caratteristiche dei personaggi grazie al loro abbigliamento, ma si sono anche impegnati a rendere ogni persona unica attraverso gli abiti, i tessuti, il taglio dei completi, le cravatte e le camicie. Tutto sta nei dettagli, nella lunghezza delle cravatte, in una particolare fibbia della cintura.

“Un aspetto importante dipende dagli attori, da come portano i vestiti e dal loro portamento: lo stesso abito indossato da due persone diverse darà impressioni completamente differenti”, commenta Powell. Lo stesso vale per le comparse. “C’erano gli uomini in completo, le donne in vestiti sgargianti, l’orchestra e il cantante in blu elettrico e le ballerine in… bianco. Che bel mix. Le persone, i visi: praticamente tutti diventavano dei personaggi.”

Un racconto di prima mano dell’operato di un sicario della malavita, oltre a una descrizione approfondita della  criminalità organizzata e della corruzione dilagante che permeava gli USA durante il secondo dopoguerra, quando i boss si erano infiltrati in sindacati, governo e grandi aziende.

Il film è incentrato su lealtà, amore, fiducia e poi, alla fine, tradimento. E’ un film riflessivo, quasi un film da camera. La cosa più bella è il triangolo tra questi tre uomini, una classica saga di lealtà, fratellanza e tradimento. Si tratta di qualcosa di faustiano che mostra il costo emotivo e psicologico della situazione.

credit image by Press Office – photo by Niko Tavernise © 2019 Netlfix US, LLC. All rights reserved

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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